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LA VITA DEL COMPLESSO RESIDENZIALE Stampa E-mail
Scritto da Roberto Esse   
Lunedì 06 Giugno 2016 07:47

Qual è il posto più sicuro per mandare a giocare i bambini? È sicuramente questo uno dei problemi che si pongono le giovani coppie al momento di scegliere il luogo deputato a coronare il loro sogno d’amore.

 

Chi è vissuto in città grandi come Napoli, da sempre ha dovuto fare i conti con la cronica mancanza di spazi attrezzati dove poter sfogare la propria esuberanza ed ora, divenuto adulto, non vuole correre il rischio di ritrovarsi nuovamente in zone prive di strutture adeguate per accogliere le esigenze dei più giovani. Molti condomini di nuova concezione hanno previsto fin dal progetto iniziale, l’esigenza di deputare una parte dell’area acquisita, per la costruzione di aree parcheggio ed anche per l’installazione di veri e propri parchi giochi, con campi di calcetto e giostre per pargoli grandi e piccini. Un bel vantaggio per le mamme del terzo millennio che possono lanciare un occhio dal balcone per assicurarsi che nella ricreazione dei ragazzi tutto fili per il verso giusto. Sarà cura dell’assemblea condominiale stabilire le regole del gioco; mentre toccherà ai vigilantes assicurare che tutti le rispettino. Durante le riunioni si decide anche l’orario nel quale le strutture devono essere aperte, di solito si preferisce concedere l’accesso a partire dalle ore 16 d’inverno e dalle 17 d’estate, presumendo terminato il periodo normalmente destinato al riposo pomeridiano, stesso discorso per quello che riguarda lo “stop” che normalmente è fissato intorno alle 20.

Nel caso si possegga un’area che solo in un secondo tempo di decide di adibire a parco-giochi, è necessaria la delibera della maggioranza dell’assemblea. Se il regolamento di condominio non contempla alcun riferimento alla destinazione del giardino di proprietà comune, o di parte di esso, ad area giochi, l’assemblea è tenuta a deliberare quanto deciso con la maggioranza richiesta dalla legge per le innovazioni, vale a dire con il voto favorevole della maggioranza dei condomini rappresentanti almeno i due terzi del valore del complesso residenziale. Nel caso, invece, in cui il regolamento prevede di destinare la parte comune a tale scopo, la delibera con la quale si decide l’approntamento delle attrezzature idonee (ad esempio: porte per il calcetto, reti per la pallavolo ed ancora giostre e scivoli) può essere adottata con le maggioranze ordinarie (e quindi in prima convocazione con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti rappresentanti almeno la metà del valore dell’edificio. Se ci si trova in seconda convocazione, basta il voto favorevole di un terzo dei partecipanti a loro volta rappresentanti di un terzo del valore dell’edificio. Continuando il viaggio all’interno del complesso residenziale è anche possibile affrontare il problema del posto auto. Se la quadratura è abbastanza ampia, torna immediatamente in gioco l’assemblea dei proprietari alla quale spetta il compito di ripartire equamente l’area di parcheggio, assegnando ad ogni alloggio il corrispondente posto auto.Non è da escludere la possibilità di far pagare all’occupante del suolo una piccola quota mensile; con il ricavato si potrà alleviare una parte delle spese condominiali. Stesso discorso per quello che riguarda box e cantinole che verranno assegnati stesso criterio dei posti auto. Quando si decide di non assegnare i posti auto, si preferisce applicare una sorta di legge della jungla dove chi arriva per primo sul territorio può occuparlo. C’è anche chi preferisce dividere il tutto in turni ed allora i possessori di vetture occuperanno a rotazione gli spazi a disposizione. Sorte diversa invece per i possessori di biciclette e motorini. Di solito si lasciano vivere tranquillamente i possessori di questi mezzi di locomozione, è chiaro che deve essere cura dei proprietari non lasciarli in modo da intralciare il passaggio arrecando disturbo a quanti devono accedere ai fabbricati. Per le bici è preferibile installare una rastrelliera in modo da permettere il parcheggio in modo ordinato.

Nel caso uno o più condomini non rispettino quanto stabilito è meglio rivolgersi all’amministratore. Spetta infatti a lui procedere contro i contravventori, se il torto avviene in una parte comune dell’edificio. Se i richiami verbali, che normalmente vengono inoltrati, dovessero cadere nel vuoto il passo da compiere è quello di inviare una lettera per chiederli in modo formale di non ricadere negli stessi errori. Se dopo più richiami niente è cambiato è il momento di intentare causa. In questo caso bisognerà contattare un avvocato di fiducia ed incaricarlo di procedere legalmente. Altro problema da affrontare è quello dell’installazione di antenne paraboliche sul tetto del fabbricato. La grande fame del calcio in pay-per-view ha fatto sorgere questo tipo di esigenze, chi non ha la possibilità di centrare il satellite dal balcone di casa deve avere il permesso dell’intero fabbricato per poter installare l’oggetto dei desideri. Meglio ancora sarebbe il convincere l’intera popolazione a convertirsi al Dio pallone per poter montare una sola antenna, oltre ad accomunarvi nel tifo potrete anche dividere i costi.

Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Giugno 2016 08:02
 

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