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Compravendita, affari d'oro anche per il fisco Stampa E-mail
Banche & Finanza
Giovedì 07 Aprile 2016 00:00

Dopo un lungo periodo di incertezze nel settore delle compravendite immobiliari pare che il peggio sia ormai alle spalle. Almeno questo denota il più 11% fatto segnare dall’imposta di registro nei primi due mesi del 2016 rispetto allo stesso bimestre dello scorso anno. A eccezione del bollo che cala del 13% (-105 milioni), tutte le imposte sulle transazioni crescono nel primo bimestre: il registro ha incassato 768 milioni di euro (+76 milioni di euro), le tasse e imposte ipotecarie portano all’erario225 milioni di euro (+7 milioni di euro, pari a +3,2%), mentre i diritti catastali e di scritturato si attestano anche loro su un aumento del 3,2% con un introito di 96 milioni di euro. A febbraio 2016 le entrate tributarie erariali ammontano a 62,4 miliardi di euro, con un aumento del 2% (+ 1,195 miliardi).

 

Un segno positivo al netto del canone Tv, che ora sarà versato con le bollette elettriche a partire dal mese di luglio mentre in passato il gettito del canone veniva riversato per circa il 90% nelle casse dell’Erario  proprio a partire dal mese di febbraio. Nel 2015, il gettito versato a febbraio era stato pari a 1,502 miliardi di euro. Come precisa la nota degli esperti del settore finanziario «neutralizzando gli effetti sul gettito dalle nuove modalità di versamento del canone, la crescita delle entrate tributarie nel periodo in esame risulta pari a + 4,5 per cento».

Dalle imposte dirette sono arrivati 38,479 miliardi o (+1,037 miliardi, pari a +2,8%) e quelle indirette a 23,9 miliardi di euro. La variazione di gettito riscontrata sulle imposte dirette è riconducibile essenzialmente all’andamento dell’Irpef che cresce di1,7 miliardi (+5,2%) rispetto al 2015, in particolare per il versamento delle ritenute effettuate sui redditi dei dipendenti del settore privato, 16,639 miliardi (+8,5%). Crescono anche le ritenute a titolo di acconto (+155 milioni di euro, pari a +65,4%) per i pagamenti delle spese e degli interventi di ristrutturazione edilizia.

L’Ires parte bene nel 2016 con un incremento di168 milioni di euro (+46,3%) rispetto allo stesso periodo del 2015. Mentre sono negative le variazioni delle entrate relative alle imposte sostitutive sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (-679 milioni di euro) quelle relative all’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione (-426 milioni di euro). La variazione negativa del gettito sulle imposte sostitutive sui redditi di capitale e sulle plusvalenze, spiegano dalle Finanze, è dovuta alla dinamica dei versamenti dell’imposta sostitutiva sul risultato maturato delle gestioni individuali di portafoglio versata a saldo, entro il 16 febbraio 2016, dai soggetti gestori (ovvero dagli istituti di credito e/o intermediari finanziari) che, nell’analoga scadenza dell’anno precedente, scontava positivamente gli incrementi di aliquota varati con il Dl 66/2014. L’Iva fa registrare nei primi due mesi una variazione positiva sugli scambi interni per 1,787 miliardi di euro (+18%), di cui 1,380 miliardi arrivano dai versamenti da "splitpayment". Se andiamo per settori l’Iva è in crescita nel commercio degli autoveicoli (+29,3%), nel commercio al dettaglio (+20,5%), all’ingrosso (+10,2%), nei servizi privati (+17,3%) e nell’ industria (+15,9%). Torna a crescere in particolare l’Iva nel comparto della fornitura di energia elettrica, gas, aria condizionata, ecc. (+76%). Sul trend di fine 2015 risultano ancora in frenata i proventi dovuti alla lotta all’evasione con un -6,2% determinato dai minori incassi prodotti dai ruoli relativi alle imposte dirette (-16,6%), compensati solo in parte dai ruoli delle imposte indirette pari al più 14,8 per cento.

 
Milano, mercato della casa a gonfie vele Stampa E-mail
Mercato Immobiliare
Sabato 02 Aprile 2016 09:41

Il 2015 ha registrato un numero crescente di compravendite residenziali, trimestre dopo trimestre. Secondo gli ultimi dati dell'Agenzia delle Entrate, gli italiani sono tornati a investire sulla casa, soprattutto per diventare proprietari di una prima abitazione o per cambiare quella in cui vivono, ma anche come forma d'investimento. Ancora una volta per il sesto trimestre consecutivo spicca la vivacità del mercato immobiliare di Milano: il capoluogo lombardo, che attira anche ingenti investimenti immobiliari da parte dei grandi investitori internazionali, continua a catalizzare l'interesse di chi cerca casa.

Negli ultimi tre mesi dello scorso anno sono state vendute 5.373 abitazioni, con un rialzo del 23,6% sullo stesso periodo di un anno prima (+18,2% nel trimestre precedente rispetto allo stesso periodo 2014 e +13,4% nell'intero 2015). È certamente una conferma importante per la nostra città, sempre più leader del real estate italiano e non solo.

 
COMPRAVENDITA IN CRESCITA ANCHE IN BRIANZA Stampa E-mail
Mercato Immobiliare
Giovedì 07 Aprile 2016 09:18

Il giro d’Italia di Fimaa alla scoperta dei dati di mercato fa tappa in Brianza. Anche in questo fazzoletto d’Italia i piccoli risparmiatori stanno riprendendo ad investire nel mattone. Piccoli e grandi appartamenti vanno via con maggiore faciltà come spiega Corrado Catania rappresentante degli agenti immobiliari brianzoli di Fimaa: “In genere preferiscono appartamenti piccoli in quanto garantiscono una maggiore redditività sugli affitti rispetto a quelli grandi: chi ha a disposizione 400.000 euro tende a impiegarli nell'acquisto di due-tre alloggi non solo perché il canone di locazione, in proporzione è più alto, ma perché distribuisce il rischio di incappare in inquilini che non pagano le rate. Proprio questo timore ha sempre scoraggiato molti dall'affittare i loro appartamenti: per ridurre i rischi è indispensabile affidarsi a professionisti in grado di selezionare gli aspiranti affittuari in base alla loro serietà». costruzione di nuovi complessi residenziali non rischia di complicare le cose? Già ora in Brianza ci sono migliaia di appartamenti invenduti... «L'aumento dell'offerta non sempre garantisce un incremento delle vendite. A volte, anzi, provoca un calo dei prezzi: su questo punto occorre una riflessione anche perché se chi ha già un'abitazione non la vende non può acquistarne una nuova».

Qual è la situazione attuale, possiamo considerare archiviata la crisi del settore?

«Mi sembra che, più che a una ripresa, ci troviamo di fronte a una pseudo ripresa. Da qualche mese, però, stiamo notando dei segnali nuovi: dalla fine del 2015, dopo anni che non accadeva, abbiamo ricominciato a vendere appartamenti ai piccoli investitori che temono gli effetti del bail in delle banche. Il fenomeno è coinciso con gli scandali che hanno coinvolto alcuni isitituti di credito».

Insomma, la sfiducia nelle banche premia il mattone?

«Certamente, c'è chi teme di perdere i propri risparmi e, per tutelarli, li sposta dai conti e acquista uno o due appartamenti. Questo è l'unico modo per salvaguardare il capitale: in questo momento, inoltre, i compratori sono favoriti dal fatto che i prezzi sono ancora bassi, molto vicini a quelli precedenti all'introduzione dell'euro. Il cambio della moneta, come avvenuto in altri settori, ha provocato il raddoppio delle quotazioni delle abitazioni». Ma si muove qualcosa anche nel mercato della locazione? «In realtà negli ultimi anni si è affittato molto in quanto i prezzi sono scesi: molti operatori sono sopravvissuti proprio grazie alle locazioni dato che, ormai, si vende pochissimo. Le affittanze riguardano anche appartamenti importanti, non solo quelli di 2-3 locali. C'è chi, per scelta, ha venduto la villa o l'attico in Brianza o in zona Parco per trasferirsi in locazione in Centro Monza: chi prende una decisione simile è alla ricerca di una maggiore sicurezza e di una qualità della vita migliore. Preferisce, magari, potersi spostare più agevolmente piuttosto che vivere in un contesto più verde». In un momento di stagnazione la Anche lei concorda con alcuni esperti che ritengono che negli ultimi due anni la qualità dei progetti sia migliorata rispetto agli anni della crisi? «Sì: è così anche perché, a differenza di quanto accadeva fino a 7-8 anni fa, si vende poco. Dobbiamo aggiungere che ora la gente è molto più informata rispetto al passato: o, meglio, con Internet pensa di esserlo. Tutti, ad esempio. chiedono edifici in classe energetica A che dovrebbero avere costi di gestione inferiori. I tecnici, in realtà, affermano che è presto per capire quali risparmi potranno effettivamente garantire: le spese di riparazione dei nuovi impianti potrebbero essere superiori a quelle delle apparecchiature tradizionali».

 
Bene rifugio, impennata del mattone Stampa E-mail
Banche & Finanza
Venerdì 15 Aprile 2016 13:54

Il mattone ritorna a essere il “bene rifugio” per eccellenza. Diverse circostanze oggi inducono a pensare che l’acquisto delle case e dei negozi stia tornando di interesse per gli investitori. In effetti questo tipo di investimento è agevolato dai prezzi accattivanti del momento, dai tassi di interesse bancari mai così vantaggiosi,e non da ultimo, la fragilità e l’incertezza dell'investimento finanziario.

Con l’introduzione del “bail in”,normativa europea che investe il sistema bancario coinvolgendo i risparmiatori in eventuali sventure economiche delle banche stesse, l’ottimismo del cittadino nel considerare questo investimento redditizio e soprattutto sicuro, è venuto meno. “Bail in” (traduzione letteraria= cauzione interna), basata sul concetto che a pagare per il salvataggio di una banca siano in primo luogo gli azionisti della banca stessa,che si vedranno diminuire o azzerare il valore delle azioni in primo luogo, e che in secondo luogo la banca agirà sulle azioni di risparmio e obbligazioni convertibili inazioni, e successivamente saranno coinvolte le obbligazioni subordinate,quelle non garantite, per arrivare infine ai correntisti con depositi superiori a 100.000 euro. In questa ottica sono tornati gli investimenti nelle case. Da tempo gli italiani, a causa dell’elevata imposizione fiscale, e soprattutto dell’instabilità della situazione politica ed economica in Italia, hanno rivolto il loro interesse all’acquisto di immobili all’estero. Ma ora, dopo anni di stasi nel mercato interno, iniziano segnali di ripresa. Immobili dunque non solo come prima casa, ma anche come investimento. Perché ora è conveniente acquistare immobili sul mercato interno sia per i prezzi vantaggiosi, sia perché ci sono polizze interessanti a garanzia del pagamento dei canoni di locazione. Non dimentichiamo anche che i nostri immobili hanno livelli costruttivi superiori a quelli di tanti altri paesi esteri, per cui si tratta sempre di un investimento di qualità, sicuro e volto alla rivalutazione del capitale investito.

Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Aprile 2016 14:12
 
QUOTAZIONI METROQUADRO, ECCO IL VALORE DELLE CASE NAPOLETANE Stampa E-mail
Mercato Immobiliare
Martedì 19 Aprile 2016 16:06

Mercato immobiliare, a Napoli su 3.500 strade solo 10 superano i 7.000 euro al metro quadrato. I prezzi più alti rilevati a San Ferdinando, Chiaia e Posillipo. Nella provincia Capri, Sorrento e Ischia si confermano le località più costose, con prezzi medi rispettivamente di 12.000, 7.000 e 6.000 euro al mq.
Decisamente più a buon mercato alcune strade di Barra, Scampìa e Piscinola dove è possibile coronare il sogno immobiliare sborsando soltanto 800 euro al mq. Mentre in vicoletto Duca degli Abruzzi e in Vico storto dell’Arco a Secondigliano si scende a 700.

E’ quanto emerge dal report pubblicato su “Quotazioni Metroquadro 2016”, Listino Ufficiale Fimaa Napoli dei valori del mercato immobiliare di Napoli e provincia, presentato questa mattina al Palazzo Alabardieri di Napoli. La pubblicazione, edita da Mediapass e realizzata in collaborazione con oltre 200 agenti immobiliari dell’intero territorio, contiene i prezzi al metro quadro, strada per strada, degli immobili di Napoli e provincia, indagini sull’andamento del mercato locale e analisi congiunturali sul mercato immobiliare e creditizio a livello nazionale.

Tra i relatori sono intervenuti Pietro Russo, Presidente Confcommercio Imprese per l’Italia della Provincia di Napoli; Vincenzo De Falco, Vicepresidente della Fimaa Napoli; il notaio Diomede Falconio, Presidente NotarAct Italia; Roberto Busso, Amministratore delegato del Gruppo Gabetti.

L’iniziativa editoriale è stata patrocinata dalla Regione Campania, dal Comune di Napoli, dalla Confcommercio Imprese per l’Italia della Provincia di Napoli, dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri e dal Collegio Periti Agrari della Provincia di Napoli.
“Quotazioni Metroquadro 2016” Listino Ufficiale Fimaa Napoli, rappresenta oggi il principale punto di riferimento del mercato immobiliare di Napoli per tutti i napoletani che vogliono comparare o vendere un immobile e per gli operatori del settore qualificati.

 

Video della Presentazione di Quotazioni Metroquadro

Link per smartphone: https://youtu.be/NMnO0AwsIs0

Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Aprile 2016 15:10
 
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