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Banche & Finanza
MUTUI, IN ALTO OTTIMISMO ED EROGAZIONI Stampa E-mail
Scritto da Roberto Esse   
Domenica 26 Giugno 2016 20:25

 

 
CASA ALL'ASTA, TRUCCHI E REGOLE Stampa E-mail
Scritto da Roberto Esse   
Giovedì 26 Maggio 2016 10:42

 

 
MUTUI, MERCATO IN MOVIMENTO Stampa E-mail
Scritto da Roberto Esse   
Giovedì 19 Maggio 2016 00:00

 

 
Bene rifugio, impennata del mattone Stampa E-mail
Scritto da Roberto Esse   
Venerdì 15 Aprile 2016 13:54

Il mattone ritorna a essere il “bene rifugio” per eccellenza. Diverse circostanze oggi inducono a pensare che l’acquisto delle case e dei negozi stia tornando di interesse per gli investitori. In effetti questo tipo di investimento è agevolato dai prezzi accattivanti del momento, dai tassi di interesse bancari mai così vantaggiosi,e non da ultimo, la fragilità e l’incertezza dell'investimento finanziario.

Con l’introduzione del “bail in”,normativa europea che investe il sistema bancario coinvolgendo i risparmiatori in eventuali sventure economiche delle banche stesse, l’ottimismo del cittadino nel considerare questo investimento redditizio e soprattutto sicuro, è venuto meno. “Bail in” (traduzione letteraria= cauzione interna), basata sul concetto che a pagare per il salvataggio di una banca siano in primo luogo gli azionisti della banca stessa,che si vedranno diminuire o azzerare il valore delle azioni in primo luogo, e che in secondo luogo la banca agirà sulle azioni di risparmio e obbligazioni convertibili inazioni, e successivamente saranno coinvolte le obbligazioni subordinate,quelle non garantite, per arrivare infine ai correntisti con depositi superiori a 100.000 euro. In questa ottica sono tornati gli investimenti nelle case. Da tempo gli italiani, a causa dell’elevata imposizione fiscale, e soprattutto dell’instabilità della situazione politica ed economica in Italia, hanno rivolto il loro interesse all’acquisto di immobili all’estero. Ma ora, dopo anni di stasi nel mercato interno, iniziano segnali di ripresa. Immobili dunque non solo come prima casa, ma anche come investimento. Perché ora è conveniente acquistare immobili sul mercato interno sia per i prezzi vantaggiosi, sia perché ci sono polizze interessanti a garanzia del pagamento dei canoni di locazione. Non dimentichiamo anche che i nostri immobili hanno livelli costruttivi superiori a quelli di tanti altri paesi esteri, per cui si tratta sempre di un investimento di qualità, sicuro e volto alla rivalutazione del capitale investito.

Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Aprile 2016 14:12
 
Compravendita, affari d'oro anche per il fisco Stampa E-mail
Scritto da Roberto Esse   
Giovedì 07 Aprile 2016 00:00

Dopo un lungo periodo di incertezze nel settore delle compravendite immobiliari pare che il peggio sia ormai alle spalle. Almeno questo denota il più 11% fatto segnare dall’imposta di registro nei primi due mesi del 2016 rispetto allo stesso bimestre dello scorso anno. A eccezione del bollo che cala del 13% (-105 milioni), tutte le imposte sulle transazioni crescono nel primo bimestre: il registro ha incassato 768 milioni di euro (+76 milioni di euro), le tasse e imposte ipotecarie portano all’erario225 milioni di euro (+7 milioni di euro, pari a +3,2%), mentre i diritti catastali e di scritturato si attestano anche loro su un aumento del 3,2% con un introito di 96 milioni di euro. A febbraio 2016 le entrate tributarie erariali ammontano a 62,4 miliardi di euro, con un aumento del 2% (+ 1,195 miliardi).

 

Un segno positivo al netto del canone Tv, che ora sarà versato con le bollette elettriche a partire dal mese di luglio mentre in passato il gettito del canone veniva riversato per circa il 90% nelle casse dell’Erario  proprio a partire dal mese di febbraio. Nel 2015, il gettito versato a febbraio era stato pari a 1,502 miliardi di euro. Come precisa la nota degli esperti del settore finanziario «neutralizzando gli effetti sul gettito dalle nuove modalità di versamento del canone, la crescita delle entrate tributarie nel periodo in esame risulta pari a + 4,5 per cento».

Dalle imposte dirette sono arrivati 38,479 miliardi o (+1,037 miliardi, pari a +2,8%) e quelle indirette a 23,9 miliardi di euro. La variazione di gettito riscontrata sulle imposte dirette è riconducibile essenzialmente all’andamento dell’Irpef che cresce di1,7 miliardi (+5,2%) rispetto al 2015, in particolare per il versamento delle ritenute effettuate sui redditi dei dipendenti del settore privato, 16,639 miliardi (+8,5%). Crescono anche le ritenute a titolo di acconto (+155 milioni di euro, pari a +65,4%) per i pagamenti delle spese e degli interventi di ristrutturazione edilizia.

L’Ires parte bene nel 2016 con un incremento di168 milioni di euro (+46,3%) rispetto allo stesso periodo del 2015. Mentre sono negative le variazioni delle entrate relative alle imposte sostitutive sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (-679 milioni di euro) quelle relative all’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione (-426 milioni di euro). La variazione negativa del gettito sulle imposte sostitutive sui redditi di capitale e sulle plusvalenze, spiegano dalle Finanze, è dovuta alla dinamica dei versamenti dell’imposta sostitutiva sul risultato maturato delle gestioni individuali di portafoglio versata a saldo, entro il 16 febbraio 2016, dai soggetti gestori (ovvero dagli istituti di credito e/o intermediari finanziari) che, nell’analoga scadenza dell’anno precedente, scontava positivamente gli incrementi di aliquota varati con il Dl 66/2014. L’Iva fa registrare nei primi due mesi una variazione positiva sugli scambi interni per 1,787 miliardi di euro (+18%), di cui 1,380 miliardi arrivano dai versamenti da "splitpayment". Se andiamo per settori l’Iva è in crescita nel commercio degli autoveicoli (+29,3%), nel commercio al dettaglio (+20,5%), all’ingrosso (+10,2%), nei servizi privati (+17,3%) e nell’ industria (+15,9%). Torna a crescere in particolare l’Iva nel comparto della fornitura di energia elettrica, gas, aria condizionata, ecc. (+76%). Sul trend di fine 2015 risultano ancora in frenata i proventi dovuti alla lotta all’evasione con un -6,2% determinato dai minori incassi prodotti dai ruoli relativi alle imposte dirette (-16,6%), compensati solo in parte dai ruoli delle imposte indirette pari al più 14,8 per cento.

 
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